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Tempo di bilanci

21 Lug. 2009 | categoria Senza categoria | 1 commento

Eccoci qua. Insomma siamo arrivati alla fine dell’anno scolastico. Tempo, per gli studenti, e magari anche per gli insegnanti, di bilanci. Anche per i blogger, verrebbe da pensare. Mi chiedo spesso se le cose che ho scritto in tutti questi mesi, e a guardarle tutte sono davvero tante, abbiano interessato qualcuno. E’ sempre un bel interrogativo, per chi scrive, figurarsi che reazioni avranno le sue parole sugli altri. A volte mi piacerebbe saperlo, davvero.

Non sono state molte le persone che hanno scritto su questo blog, e questo accende le mie domande ancora di piu’: ma qualcuno l’avrà letto? Forse le cose che ho scritto non erano abbastanza interessanti, o forse io le ho scritte in maniera troppo complicata? Mumble, mumble. Io, comunque stiano le cose, mi sono divertito. E ho imparato parecchie cose.

Potrei chiudere questa esperienza, per quest’anno, con un’altra notiziola di artistica scienza, ma ve la risparmio. Ho sempre trovato i compiti per le vacanze una cosa sadica, e invece ho adorato quando a scrutini finiti, i professori si fermavano a chiacchierare con noi studenti. A trascorrere le ore parlando del piu’ del meno. Questo, dunque, è il post delle chiacchiere sul piu’ e il meno. Non vi raccontero’ delle mie vacanze, perché non le faro’, purtroppo. Ho comprato un pezzo di armadio e questo mi ha ciucciato parecchi risparmi. Se vi va raccontatemi delle vostre. E magari se proprio vi capita di vedere qualcosa di veramente fico in giro per il mondo, legato all’arte e alla scienza, da qui in avanti, segnalatemelo. (ma sia chiaro questo NON E’ un compito per le vacanze ;-)

buona estate a tutti e chissà, magari ci si becca in giro.

Donato

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Marc Quinn a Verona

13 Giu. 2009 | categoria arte a cinque sensi | 2 commenti

Se non conoscete Marc Quinn il suggerimento è prima di tutto di andare in giro per il web a cercare le sue opere (il suo sito personale, purtroppo, è in costruzione, al momento). In seconda battuta, recatevi a Verona dove in un percorso espositivo che si completa alla casa di Giulietta potrete ammirare un rassegna del suo lavoro, fino al 27 settembre.

quinn

Un tipetto interessante, questo Quinn. Che ama provocare. Negli anni Novanta diventò famoso costruendo una statua che riproduceva la sua testa con 4,5 litri del suo sangue: il lavoro si intitolava Self, del ‘91 (la potete vedere qui sopra). Qualche anno fa riuscì a portare sul quarto plinto della piazza simbolo di Londra, Trafalgar Square, la statua di una donna focomelica nuda e incinta come rappresentante di un nuovo modello di eroismo femminile (anche la modella ritratta, Alison Lapper, è un’artista). Eternal Spring: Sunflower II è la sua opera accolta nelle sale del Science Museum a Londra. Sono fiori preservati dall’avvizzimento attraverso un meccanismo di refrigerazione, per parlare di giovinezza e vecchiaia, eternità e morte. Il suo ritratto di John Sulston, premio Nobelper la medicina 2002 è alla National Portrait Gallery. Consiste di batteri contenuti in gel di agar contenenti il DNA dello scienziato… Buona gita a Verona (anche se non so quali siano le opere esposte, spero non solo Kate Moss che fa le pose yoga, un’altra sua opera famosa che a me non dice granché, pero’…)

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Passeggiate elettriche e campi elettromagnetici

3 Giu. 2009 | categoria Senza categoria | Nessun commento

Leggo e vi segnalo  una bella intervista sul nuovo numero di Digicult.it a Christina Kubisch, di professione soud artist ovvero artista del suono (la trovate a questo link). Se vi siete  interrogati sui campi elettromagnetici che ci circondano e in cui siamo immersi, dovete assolutamente provare una delle Electrical Walks, le passeggiate elettriche ideate da Christina. “In tutte le città, soprattutto in quelle più grandi, sono nascoste un numero incredibile di onde magnetiche; sono dappertutto, non le vediamo, non le sentiamo, ma ci sono!” dice l’artista nell’intervista a Matteo Milani.

La sua invenzione sono delle cuffie speciali che trasformano i segnali elettromagnetici  in segnali audio. Nascono così concerti sonori molto speciali presso spazi e luoghi pubblici, con lo spettatore in cuffia che si lancia alla scoperta di nuovi spazi acustici, dentro a percorsi uditivi definiti come tracciati invisibili. Christina, il suo percorso sonoro lo racconta così:

“Ho iniziato a progettare dei percorsi in grandi città, proprio da quando ho cominciato ad avere in cuffia sempre più disturbi che non sapevo analizzare (ronzi, ritmi, veramente strani): infatti, per un periodo di alcuni anni (all’inizio degli anni Novanta) avevo interrotto le “passeggiate” perchè il materiale era rotto e potevo ricostruirlo soltanto grazie ad uno sponsor. Nel 1999 trovai questo sponsor, ma in quei pochi anni di interruzione, il mondo dei campi magnetici era aumentato enormemente! Per questo ho deciso di utilizzare proprio quel tipo di disturbi come dei suoni da esplorare: una delle prime città per le mie esplorazioni è stata Tokyo.”

E prosegue:

“Sembra uno scherzo, ma un tipo di suono che preferisco è quello dell’illuminazione dei negozi di cosmetici (come per esempio in via Dante, Milano). Le banche invece hanno dei suoni molto acuti, sinusoidali. Mai sentiti suoni così alti e stridenti! La mappa di Electrical Walks per me è come uno spartito: finora ho fatto 23 passeggiate e le prossime tappe saranno Copenaghen e Leeds. Nel 2010 ho un invito per mappare la Regione della Ruhr, una delle più grandi aree urbane europee, che sarà anche città europea della cultura nel 2010. Farò un percorso in diverse città, ma anche via macchina, treno e persino bicicletta.”

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Il dipinto nascosto di Van Gogh

2 Giu. 2009 | categoria arte a cinque sensi | 2 commenti

Ve ne avevo già parlato tempo fa di questo concorso indetto dall’Università di Princeton. Ora sono usciti i vincitori. Le foto sono veramente belle e chi volesse farsi una golosa scorpacciata di immagini della scienza veramente eccezionali non puo’ mancare questo link che mette in mostra tutti  i partecipanti alla competizione intitolata Art of Science.  Come vi dicevo l’altra volta, i partecipanti sono tutti di Princeton, ma questo ha poca importanza. Dalla fisica alla biologia alla nanotecnologia ce n’è davvero per tutti i gusti. Io la mia foto preferita l’ho messa qui sotto. Probabilmente, dal punto di vista estetico, non è la migliore, ma è estremamente affascinante lo stesso. Nel 1885 Vincent van Gogh tracciò un ritratto di donna. Poi, sopra a quel ritratto dipinse un altro quadro, Pasture in Bloom (Pascolo in fiore) oggi conservato al Kroller-Muller Museum a Otterlo, Olanda. Con l’analisi ai raggi X e l’analisi chimica è stata rivelata una parte del lavoro nascosto. Questi ricercatori di Princeton hanno ricostruito in forma digitale il dipinto originario prima semplicemente in una scala di grigio, poi colorandolo con i pigmenti e la distribuzione dei colori presi da altri lavori eseguiti dall’artista in quello stesso periodo. Ecco il risultato.

van-gogh

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Che grande mistero!

31 Mag. 2009 | categoria Arte e fisica, arte e chimica, arte e tecnologia, bioart | Nessun commento

Uno dei grandi misteri della biologia è legato alla forma delle proteine. Sembra uno cosa di poca importanza ma non lo è per niente. Le proteine hanno una forma tridimensionale specifica che è strettamente associata alla loro funzione. Siano essere proteine strutturali o enzimi, funzionano solo se assumono una precisa configurazione tridimensionale. Che non può essere casuale.

Il mistero che appassiona le biologia è capire come faccia una catena di centinaia di anelli (che sono gli amminoacidi che compongono tutte le proteine) ad assumere, per uno specifico tipo di proteina, sempre una specifica forma, sempre la stessa e l’unica che funziona e saperla predire. Tanto per capirsi (e semplificando moltissimo): pensate di costruire delle collane fatte da 500  perline. Tutte le collane sono identiche nell’ordine e nel tipo di perline. Ebbene, spontaneamente, tutte le collane assumeranno lo stesso “design”, nonostante le possibili combinazioni tra perline possano essere moltissime altre. Mentre la collana-proteina assume la sua conformazione tridimensionale, la perlina 2 andrà sempre vicina alla perlina 400, e mai a una identica presente in posizione 399, o a un’altra in posizione 49. Come se la proteina e i suoi singoli anelli preferissero una soluzione piuttosto che le moltissime altre possibili. Da wikipedia:

“Attualmente molti gruppi di ricerca sono impegnati nello studio del folding e nel tentativo di predire la struttura tridimensionale di una proteina partendo dalla sequenza amminoacidica. Esistono particolari progetti, tra cui Folrdin@home e Rosetta@home che prevedono l’uso, tramite il calcolo distrubuito, di parte della potenza inutilizzata dei processori delle migliaia di computer collegati ad Internet che partecipano al progetto, per predire in silico la struttura tridimensionale di alcune proteine.”

proteina

Questa lunga introduzione serve per segnalarvi il lavoro di questo artista che ispirandosi proprio al “protein folding”, cioè il ripiegamento delle proteine. Era tra gli artisti che compongono la squadra che si esibisce on line di cui ho parlato nel mio post recente intitolato L’estetica delle chimica. Si chiama Christopher Puzio, è del ‘71, viene dal New Jersey, ma vive a San Diego, in California. Il suo gioco è creare sculture composte da diverse unità, sempre le stesse, che si possono attaccare l’una all’altra creando un loop chiuso che sarà ogni volta diverso a seconda delle unità che lo compongono e dell’ordine in cui sono messe a creare una geometria unica.

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