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Fisica per immagini

Fisica per immagini

24 Gen. 2009 | categoria Arte e fisica | Nessun commento

Fisica! Fisica! Fisica! Immagini! immagini! immagini! Lo so, lo so, sembra che il mio orologio sia sempre indietro. E il concorso che vi propongo, in effetti, è già scaduto. Da pochissimo, fra l’altro. Pero’, di buono c’è che si rinnova ogni anno. Tenetelo a mente per il prossimo, se siete interessati. E godetevi le fotografie vincitrici delle edizioni passate, che sono belle parecchio. L’obiettivo dichiarato di questa gara, intitolata Art of Physics competition organizzata dal The Canadian Association of Physicists, è “di stimolare l’interesse per la fisica, specialmente quello dei non scienziati, grazie all’accattivante mondo delle immagini legate alla fisica stessa.” E’, anche, una sfida di comunicazione, perché oltre a catturare con la fotografia un fenomeno fisico insolito o bello, occorre spiegarlo in meno di 200 parole, che tutti possano capire. Mica male, no? L’immagine qui sotto, ad esempio, si intitola Surface Interface Dynamics: Methil Benzene & Silicon Dioxide.

Opera di Carol Pfeffer e vincitrice del secondo premio nel 2003, illustra “le dinamiche di superficie di un’interfaccia liquido-solido”. Questo lavoro “ferma il tempo e permette all’osservatore di apprendere in maniera visiva il coefficiente di spreading. Lo spreading” ci viene spiegato “è ciò che succede quando un liquido entra in contatto con un solido. In questo caso ho usato un supporto solido non poroso, il vetro, ma un liquido adesivo…”. Dello stesso anno mi ha colpito l’immagine qui sotto, che  si intitola Kaleidoscopic Bubbles e che esplora il mondo delle interazioni tra le bolle (nello specifico quelle del latte, qui colorate d’arancio).

E a proposito di bolle, impossibile non parlare di quelle di sapone con cui tutti abbiamo giocato da bambini e che, da adulti, abbiamo spesso trovato dentro ai sciente centre, come una delle più comuni “attrazioni”. Questa immagine è stata scattata orientando la camera in modo che il riflesso del flash si spandesse sull’intera superficie della bolla in un’esplosione di colori, differenti a seconda dello spessore del film e curvati grazie all’interferenza tra le onde luminose riflesse dalle due superfici (fronte e retro). In più intingendo le dita nella stessa soluzione della bolla, è possibile persino bucarla, esattamente come si vede nell’immagine, intitolata per l’appunto: Hand through flat soap bubble

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