Uno schizzo (di calamaro)
Questa dritta, come spesso accade, arriva da Matteo, che ringrazio molto. Vi parlerò di calamari giganti. Quando ero piccolo mio fratello, appassionato pescatore, aveva un libro con un disegno in cui un enorme calamaro con i tentacoloni e lo sguardo assassino, si avvolgeva attorno a un veliero. Faceva veramente impressione, ve lo garantisco, e quella immagine non l’ho mai dimenticata. Non era quella che vi mostro qui sotto, ma ci si avvicinava parecchio.
Figuratevi poi quando, nonostante le molte rassicurazioni di tutti, ho scoperto che questi calamaroni esistono davvero! E, se non ci credete, guardate questo sito: potrete leggerne di ogni. Per esempio di quando un esemplare di 500 chili circa fu catturato in Antartide. Era lungo oltre 5 metri. Ora potete ammirarlo in Nuova Zelanda, al museo Te Papa Tongarewa, nell’ambito della mostra intitolata The colossal squid. Sarà aperta fino al 2011, quindi per visitarla avete tempo. Intanto accontentatevi del sito che è pieno di informazioni. Vi divertirete parecchio a navigarci e a scoprire l’anatomia del calamaro, affondando nell’Oceano alla ricerca di questi animali, vedendo filmati, informandovi sulla bioluminescenza degli esseri marini e persino disegnando on line un vostro calamaro, per esprimere la vostra vena artistica. Ah, sì, l’arte. Che ci entra, vi starete chiedendo. Be’, c’è la possibilità di sbizzarrirvi nell’inventare il mollusco dei vostri sogni, come vi ho detto. E questo è tutto. Il fatto, poi, che se uno va a guardare che cosa sia il Te Papa museum sul sito e sulla home page trovi la presentazione di una mostra di Monet è solo un dettaglio, e la prova che i confini tra i mondi, in altri mondi all’altro campo del mondo, sono decisamente meno definiti.
Il calamaro in mostra al Te papa al momento della cattura (fonte: http://squid.tepapa.govt.nz/the-squid-files)
p.s. la solita nota buonista: ma non era meglio lasciare la povera bestia navigare nelle sue acque che farla vedere a stormi di adolescenti brufolosi, pensionati in gita, famiglie curiose e altri campionari di varia umanità ? A voi l’ardua sentenza.




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