Cioccolatini in forma di virus
Signore e signori ecco a voi Caitlin Berrigan, artista che, con il suo lavoro, “sembra evocare la storia della scienza e della cultura pop, la rottura e confluenza tra il corpo e le sue forme, la sua medicalizzazione. Con lavori disturbanti caratterizzati da sottile humour e ironia che parlano del nostro violento e conflittuale relazione con il corpo.” Questo per citare la sua breve biografia presente sul sito di Bioartinitiative. L’ironia, certamente c’è. Basta guardare uno dei suoi ultimi lavori, intitolato The Marschmallow suicide, performance video in cui la protagonista annega in un lago sulle note di American Pie. Iconografia dell’America più rassicurante e nostalgica, destinata, forse, ad affondare assieme al suo sogno. Il video, inquietante e divertente insieme, potete vederlo qui. ConViral Domes, invece, ha progettato delle serre a forma di capside di virus, costruite dai ragazzi di un campo estivo, il Beam Summer Camp, su suo disegno. Lavorando al progetto i ragazzi “hanno imparato a costruire, prendersi cura delle piante, hanno scoperto virus e microbi, capendo come il loro stesso corpo possa essere un utile strumento per fare arte.”

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Per Viral Confections, invece, ha preparato dei cioccolatini la cui forma era quella della struttura proteica del virus dell’epatite C. Dolcetti di cioccolato belga al 72%,  fatti a mano (e senza il virus dentro, ovviamente). Perché quest’opera? “Un tentativo di fare amicizia con il virus”, a suo dire. Questo lavoro, in effetti, fa parte di una serie intitolata per l’appunto Sentimental Objects in Attemps to Befried a Virus.” Perché, scrive l’artista sul suo sito, vivere con un infezione cronica porta a una crisi di identità con il proprio corpo, allo stesso tempo, vittima e nemico.” Stanca della retorica della lotta e della battaglia lei mira invece ” ad addomesticare il virus, offrendogli confort, pane e divertimento”. Con questo oggetto fatto a sua immagine “il virus sarà sedotto dalla sua stessa vanità ?” si chiede Caitlin. Che, provocazioni a parte, ci ricorda che nel mondo sono centinaia di milioni le persone che vivono con l’epatite C e segnala, al contempo, il link a cui fare riferimento per avere maggiori informazioni su questo male. Sul suo sito potete vedere le immagini della preparazione e della degustazione di queste dolci prelibatezze (non fatevi venire la volgia, però. I cioccolatini virali sono andati esauriti da un pezzo).
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