Sudore robotico by Paula Gaetano
Mi è venuta da qualche tempo la passione per l’Argentina. Ci sono stati di recente degli amici, Giancarlo prima e Bettina poi, tornati a casa con foto fantastiche di paesaggi, foreste e ghiacciai. E poi, recentemente, ho passato un week-end con Carina Zaniboni Ratti, architetta da Buenos Aires, che ha preparato una cenetta con i fiocchi, a casa di Matteo, cucinando eccellenti empanadas e buñuelos. Carina ha un blog, elpiropo, scritto un po’ in italiano e un po’ in spagnolo. Il Piropo è: “a short spontaneous greeting phrase, that a beautiful woman receives, from a man on the street…”.  Travolto dai suoi racconti sulla cultura argentina mi è venuta la curiosità di andare a sbirciare cosa si muove nel campo di arte e scienza in quel paese. Ed ecco qui un artista muy interessante.
Si chiama Paula Gaetano, viene per l’appunto dall’Argentina, anche se il suo CV ci dice che in questo momento sta seguendo un Master of Fine Arts con indirizzo Arte e tecnologia, presso l’Ohio State University. Tra i suoi lavori Alexitimia, del 2006, è quello che mi ha incuriosito di più. L’alexitimia è l’incapacità di comunicare fisicamente o verbalmente delle emozioni. Paula ha creato un robot con una personalità alixitimica, a cui associa però un particolare comportamento, quello della sudorazione. La massa è immobile, organica, anche se morfologicamente lontanissima dall’uomo, soffice al tatto. Una mezza sfera muta, cieca, sorda e immobile. L’unica interazione possibile è quella del contatto fisico con gli spettatori. La sua superficie, insomma, la sua pelle, è l’unica parte sensibile, che comincia a sudare. Corporeità robotica, ciò che secondo l’artista distingue l’arte robotica dall’arte digitale e elettronica. L’hardware e software sono ugualmente importanti. “Per questo” dice l’artista ” ho modellato il corpo del Alexitimia come una scultura.” Nel filmato riportato qui sotto potrete vedere come è stata costruita l’opera, passo dopo passo, attraverso le immagini e la voce della stessa artista.
Particolarmente interessante anche un altro lavoro dell’artista, composto da tre parti, Abjectio, Abjected Bodies e Abjected Bodies II, serie di oggetti in latex appesi al soffitto o chiusi in scatole di plexiglass, dall’apparenza “organica, fragile e instabile”, perfettamente statici o, invece, in movimento con mosse lente e inaspettate. Sculture informi, ambigue, sessuate e asessuate, repellenti e attraenti, reali e artificiali, erotiche e cattive, umane e mostruose, che esprimono la povertà e l’abiezione, una condizione in cui la soggettività è distrutta. E in cui l’aspetto umano svanisce trasformandosi in corpi frammentati e degradati che distruggono l’identità , i ruoli e il sistema.”
Abjected Bodies II by Paula Gaetano










