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Articoli in ‘arte e tecnologia’

Che grande mistero!

31 Mag. 2009 | categoria Arte e fisica, arte e chimica, arte e tecnologia, bioart | Leggi tutto | Nessun commento

Uno dei grandi misteri della biologia è legato alla forma delle proteine. Sembra uno cosa di poca importanza ma non lo è per niente. Le proteine hanno una forma tridimensionale specifica che è strettamente associata alla loro funzione. Siano essere proteine strutturali o enzimi, funzionano solo se assumono una precisa configurazione tridimensionale. Che non può essere casuale.

Il mistero che appassiona le biologia è capire come faccia una catena di centinaia di anelli (che sono gli amminoacidi che compongono tutte le proteine) ad assumere, per uno specifico tipo di proteina, sempre una specifica forma, sempre la stessa e l’unica che funziona e saperla predire. Tanto per capirsi (e semplificando moltissimo): pensate di costruire delle collane fatte da 500  perline. Tutte le collane sono identiche nell’ordine e nel tipo di perline. Ebbene, spontaneamente, tutte le collane assumeranno lo stesso “design”, nonostante le possibili combinazioni tra perline possano essere moltissime altre. Mentre la collana-proteina assume la sua conformazione tridimensionale, la perlina 2 andrà sempre vicina alla perlina 400, e mai a una identica presente in posizione 399, o a un’altra in posizione 49. Come se la proteina e i suoi singoli anelli preferissero una soluzione piuttosto che le moltissime altre possibili. Da wikipedia:

“Attualmente molti gruppi di ricerca sono impegnati nello studio del folding e nel tentativo di predire la struttura tridimensionale di una proteina partendo dalla sequenza amminoacidica. Esistono particolari progetti, tra cui Folrdin@home e Rosetta@home che prevedono l’uso, tramite il calcolo distrubuito, di parte della potenza inutilizzata dei processori delle migliaia di computer collegati ad Internet che partecipano al progetto, per predire in silico la struttura tridimensionale di alcune proteine.”

proteina

Questa lunga introduzione serve per segnalarvi il lavoro di questo artista che ispirandosi proprio al “protein folding”, cioè il ripiegamento delle proteine. Era tra gli artisti che compongono la squadra che si esibisce on line di cui ho parlato nel mio post recente intitolato L’estetica delle chimica. Si chiama Christopher Puzio, è del ‘71, viene dal New Jersey, ma vive a San Diego, in California. Il suo gioco è creare sculture composte da diverse unità, sempre le stesse, che si possono attaccare l’una all’altra creando un loop chiuso che sarà ogni volta diverso a seconda delle unità che lo compongono e dell’ordine in cui sono messe a creare una geometria unica.

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Ed ecco il robot direttore d’orchestra

13 Mag. 2009 | categoria arte e tecnologia | Leggi tutto | Nessun commento

Scrivendo il post precedente mi sono ricordato che i robot non si limitano a fare i musicisti. Ma fanno anche i direttori. Guardate che spettacolo questo robot industriale, sembra proprio di quelli che avvitano i bulloni nelle fabbriche di auto. Invece questo dal suo podio dirige  un’orchestra di musicisti umani. Prima di cominciare fa anche l’inchino al pubblico, come di prammatica.

Il robot è una creazione di Pascal Gautier, “violinista professionista e appassionato di realtà virtuale”. Il sito è questo. Per vedere all’opera il robot direttore il  filmato è qua sotto (ma se non riuscite a vederlo, il filmato ha dato dei problemi anche a me, non disperate e cliccate qui )

In un concerto lo scorso 29 aprile il robot industriale è sceso dal podio e si è fatto in 5. Di questi tre suonavano le percussioni, altri due giocavano con le luci muovendosi al ritmo della musica. Il concerto si è tenuto alla Citè des Science.  Peccato non esserci stati, no?


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Orchestra meccanica Marinetti

13 Mag. 2009 | categoria arte e tecnologia | Leggi tutto | Nessun commento

Un progetto sull’uomo, le macchine e la musica. In effetti ci sono i robot, che suonano le percussioni (in realtà sono dei bidoni di acciaio). Ci sono gli uomini, perché l’esecuzione avviene sotto la guida di un performer in carne e ossa. E c’è la musica, suonata dal musicista di concerto, è il caso di dirlo, con gli automi. I robot musicisti sono stati realizzati sotto la guida dell’artista Angelo Cumino assieme all’ Associazione Robotica Piemonte, il LIM – Laboratorio Interdisciplinare Meccatronica – Politecnico di Torino e le aziende di robotica del territorio piemontese: Prima Electronics, ERXA e ACTUA.


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Il nome dell’intera operazione, Orchestra meccanica Marinetti, rimanda a un passato ormai lontano, quando la fiducia e le speranze riposte nella tecnologia, nel progresso, nella società industriale non erano state intaccate. Il tutto in una città che nell’industria ha trovato il centro del suo sviluppo economico nel ‘900. L’intero progetto, infatti, è stata voluto dalla Camera di Commercio del capoluogo piemontese come pilota dell’operazione Action Shraing ed è stata presentata giovedì 20 novembre 2008 nel barocco Palazzo Birago.  Per chi se lo fosse perso, sopra un filmato dedicato all’operazione  (ma purtroppo non alla serata), qui sotto l’artista che parla della suo lavoro.


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Nanoarte: mostra on line

5 Mag. 2009 | categoria arte e tecnologia | Leggi tutto | Nessun commento

La nanoart vi ha stuzzicato? Il suggerimento, allora, è di andare a guardare questo sito: Nanoart 21, sito fondato dall’artista Cris Orfescu con lo scopo di promuovere attraverso l’arte la nanotecnologia  come una riflessione sugli avanzamenti scientifici nel secolo numero 21.

spiazzi

Per chi volesse assaporare le meraviglie estetiche del piccolissimo godetevi la galleria on line, con le opere vincitrici della Nanoart 2008 international on line exhibition. Qui, invece, troverete i curricula degli artisti premiati e una selezione di immagini veramente spettacolari. Per ogni artista ve n’è piu’ di una, cliccate sulla piccola foto  presente nel box relativo a ciascun nome e potete vedere alcune opere di ognuno. Tra gli altri vi  segnalo la slovena Teja Krasek (l’opera che vedete qui sotto è sua e si intitola Misterious blu worlds, il suo blog lo potete trovare qui) o Renata Spiazzi, artista di origine italiana, di cui potete ammirare in apertuta Butterfly World. Ma le immagini sono tutte veramente belle. Buona visione.

teja

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Nanoarte: l’arte del piccolissimo

4 Mag. 2009 | categoria arte e tecnologia | Leggi tutto | 9 commenti

“Nan°arte è il superamento di una frontiera, di un confine, di una necessità: qeulla dell’arte visibile  e percepibile dell’occhio umano. Nan°arte gioca sul paradosso estetico di esporre idee, concetti e opere d’arte invisibili, ma non per questo inesistenti o irreali”.

questo è ciò che viene riportato sulla homepage del sito Nan°arte. Che parla, come è facilmente comprensibile, dell’arte che c’è ma non si vede. Quella che nasce dalla “collisione dell’arte con la nanotecnologia” per creare un universo estetico a livello infinitesimo.  Le opere che potete vedere in rassegna sono quelle di due rappresentanti di questo movimento Alessandro Scali, italiano, e Robin Goode, sudafricano, che per realizzare queste opere hanno lavorato in collaborazione con il Politecnico di Torino. Sul sito potrete trovare una rassegna dei loro lavori. Qualche esempio? Dimensione attuale, che raffigura il continente Africano, è visibile solo grazie all’Atomic Force Microscope, dimensioni 200×300 nanometri (che valse loro la pubblicazione su Nature, addirittura). La potete vedere qui sotto. Libertà condizionata è una Statua della Libertà fotografata grazie al microscopio elettronico FESEM. Ma ce ne sono molte altre. Alcune parecchio ironiche, anche. C’è persino un cammello inserito nella cruna di un ago Il sito non mim sembra molto aggiornato, purtroppo, ma contiene diverse foto da vedere, piuttosto interessanti. Per un’intervista ai due artisti su Digicult, cliccate qui.

africa

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