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Alba

Il cane fluorescente

28 Apr. 2009 | categoria arte biotech | Leggi tutto | Nessun commento

In uno dei miei primi post, in questo blog, avevo parlato di Alba, la coniglietta albina di Eduardo Kac e delle polemiche che la sua nascita suscitò. Mi sorprendo sempre di come l’arte che si occupa di scienza riesca così spesso ad anticiparne il futuro.

Ecco il cane fluorescente, appena apparso sul sito di Repubblica.it. Si chiama Ruppy ed è un prodotto dei laboratori dell’Università nazionale di Seul. A cosa serva un cane che si diventa fluorescente se illuminato  da una luce ultravioletta è un mistero. E mi piacerebbe saperne di più. Intanto se avete tempo date un’occhiata a quel vecchio post. Il cane, rubato dal sito di Repubblica è qui sotto. In proposito ho poco da dire e molte perplessità su cui riflettere.

cane-fluo1

Fonte immagine: Repubblica.it

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Mondo fluo: moscerini, premi Nobel, artisti e conigli

11 Nov. 2008 | categoria arte biotech | Leggi tutto | 1 commento

Nel mio precedente post avevo chiesto di descrivere una personale esperienza con la bella scienza. Per chi se lo fosse perso, nel suo commento, Valentina ha scritto:

“Un lontano ricordo dal laboratorio: le drosofile marcate con la proteina fluorescente GFP. Entravo nella stanzetta dei microscopi con il barattolo delle drosofile in mano, le addormentavo, le posizionavo nel campo del microscopio e spegnevo la luce. In quel piccolo ambiente caldo e buio, isolato dal resto del mondo, bastava selezionare il filtro per la proteina GFP e alcune parti del corpo delle drosofile comparivano in un’esplosione di colore.”

Drosophila adulta che esprime la GFP (fonte: http://genetik.fu-berlin.de/institut/flychip_06.html)

Come lei stessa fa notare i signori che hanno scoperto e sviluppato la GFP come strumento di indagine cellulare e molecolare sono freschi di premio Nobel.

Tempo fa, durante una corsa in taxi, mi capitò di conversare con un giornalista scientifico ungherese. Non ci conoscevamo quasi così gli raccontai un po’ delle opere di Eduardo Kac, artista brasiliano arcifamoso, tanto per passare il tempo. Il risultato di questa maldestra conversazione fu il suo genuino disgusto. Non mi mandò in malora, sospetto, solo per educazione.

L’opera che lo aveva indignato di più era la coniglietta Alba, detta anche GFP Bunny. Alba era un esperimento genetico. Un coniglio albino che, esattamente come gli insetti di Valentina (la drosophila è il moscerino della frutta), diventava fluorescente grazie alla GFP, proteina la cui sequenza genica era stata impiantata nel conigliesco Dna. Correva l’anno 2000 e ci si affacciava al nuovo millennio con un’opera scandalo, fatta apposta per far discutere. Anzi, nelle intenzioni di Kac, il coniglio fluo era solo una parte dell’opera, che doveva completarsi con il dibattito suscitato da Alba e con il suo ritiro in seno alla famiglia Kac, a zompettare tra i divani nella loro casa di Chicago.

Un’iniziativa come questa può certamente stupire e indignare. Eppure quella di Kac rimane un’operazione simbolo per molte ragioni. Perché rappresenta un esempio di come l’artista metta sempre più spesso il naso nelle questioni scientifiche, anche manovrando gli strumenti e le conoscenze proprie della ricerca scientifica. E perché con il suo lavoro Kac, sin nelle intenzioni, intendeva accendere un dibattito sulla diversità, sulle conseguenze del progresso scientifico, e sulla disponibilità ad accettarle. E il dibattito ci fu, anche se le cose non andarono come previsto.

Da sempre gli uomini incrociano e selezionano piante e animali, secondo la loro necessità e, anche, il loro gusto. Alba era un individuo nuovo, creato con le tecniche più moderne, peraltro già usate nei contesti più diversi e che, in effetti, fanno molto discutere. Nelle intenzioni del suo autore, Alba, alla fine, sarebbe stata integrata in una cornice domestica. Così non fu. Ci furono molte polemiche, Alba fu censurata e, a quanto ne so, non fu mai restituita al suo creatore. Si dice che sia morta nel 2002, ma non è accertato. In ogni caso fu tenuta lontana dagli occhi del mondo. Così fu eliminato lo scandalo, non gli interrogativi e i problemi che intendeva sollevare.

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