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Cosa apparirà?

30 Ott. 2008 | categoria arte a cinque sensi | Leggi tutto | 6 commenti

Tranquilli: non vi faro’ unire i puntini da 1 a 50. Ho ascoltato su efferveScienze, podcast dell’Università di Genova, l’intervista a Stella Battaglia, artista in coppia con Giovanni Miglietta, e mi preme avvertirvi che, anche in campo artistico, a volte ingannevole è l’occhio più di ogni cosa.

Battaglia-Miglietta sono presenti con le loro opere alla mostra Oltre i sensi al Festival della scienza di Genova. I due lavorano con la prospettiva, con oggetti, forme e disegni che si riflettono negli specchi, costruendo immagini tridimensionali, in cui lo spettatore, specchiandosi, si trova proiettato. Una scenografia di cui si viene circondati, ma che non esiste, se non, per l’appunto, dentro lo specchio. E’ il gioco dell’anamorfismo, in cui un’immagine si costruisce solo utilizzando appositi strumenti, come uno specchio, o solo da alcuni punti di vista, con effetti spesso molto divertenti.

Dal Rinascimento in poi, molti artisti si sono sbizzarriti giocando con l’occhio. E con l’illusione. Oggi può bastare una luce giusta e un po’ di spazzatura per creare incredibili effetti, come nei lavori di Tim Noble and Sue Webster:

Oppure un po’ di gesso per colorare, per riempire i marciapiedi di fosse da cui emergono misteriose creature, come per le opere di Eduardo Relero, o di piscine, fontane e oggetti di ogni tipo per i dipinti di strada di Julian Beever. O, ancora, delle semplici righe tracciate sui muri che si frangono in mille frammenti per poi comporsi in elegantissime geometrie come nel caso di Felice Varini, artista svizzero il cui lavoro è stato definito “l’anti-Mona Lisa”.


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