Linx

»

bisteccasintetica

»

Sterlac

Una giacca di cellule. E altri oggetti semiviventi

24 Nov. 2008 | categoria Arte e natura, arte biotech, arte e tecnologia | Leggi tutto | 1 commento

Alcuni amici si sono lasciati andare a una serie di bleah! e puah! leggendo il mio post sull’artista Sterlac che, ultimamente, si è impiantato un orecchio fatto con le sue stesse cellule, sul braccio. Certo l’effetto disgusto sarebbe aumentato se gli stessi amici avessero saputo che il bizzarissimo australiano, inizialmente, il terzo orecchio voleva piantarselo in testa, a far compagnia agli altri due.

Sterlac non è l’unico artista che ha giocato con le nostre cellule per costruire nuovi tessuti. Il Microwave international new media arts festival, appena conclusosi a Hong Kong ha riproposto tre ”storici” lavori in questo senso: The semi-living worry dolls del 2000, Pig wings del 2002 e The remains of disembodied cuisine (2004), opera, quest’ultima, che ha ispirato il nome di questo blog. Sono tutti lavori del The tissue culture and art project (che ha collaborato anche con Sterlac per il suo extraorecchio), ospitato da SymbioticA-The Centre of excellence in Biological Arts presso l’University of Western Australia, interessantissimo centro a cui dedicheremo un prossimo post.

Quella di TC&A è una sfida non da poco: le loro opere sono sculture viventi, anzi, a esser precisi, “Semi-Living Objects”, oggetti semiviventi, costruiti grazie all’ingegneria tissutale, procedimenti attraverso cui tessuti del nostro corpo possono essere generati seminando le cellule umane su specifici supporti. Le cellule vengono fatte poi crescere in un ambiente ricco di nutrienti e in condizioni che possano emulare quelle del corpo umano. Le sculture semiviventi di TC&A, nelle intenzioni del gruppo, “vorrebbero rappresentare una nuova classe di oggetti/esseri, in parte nati e cresciuti, in parte artificiali.” Per far riflettere sul nostro rapporto con il vivente, e con le cose.

L’ultima opera è Victimless Leather, minigiacca costruita con cellule umane cresciute su un supporto di forma acconcia. Un indumento vivente, una “pelle senza vittime” come testimonia il nome stesso. Fatta “per mettere a confronto il pubblico con le implicazioni morali legate all’abitudine di indossare animali morti per ragioni pratiche o estetiche. [...] E attualizzare la possibilità di indossare “pelle” senza uccidere animali come punto di discussioni culturale.”

torna su

Evoluzione color carne e metallo

14 Nov. 2008 | categoria Arte e futuro | Leggi tutto | 3 commenti

Se pensate che con la fertile e fichissima coppia Brad Pitt e Angelina Jolie l’evoluzione umana possa considerarsi soddisfatta vi sbagliate. La nostra specie si evolve ancora (sono d’accordo con voi, a volte non sembra).  Anche se, secondo quanto emerso in una recente conferenza, meno in fretta di una volta. Colpa della globalizzazione, della scarsa selezione naturale e dei padri troppo giovani. Più vecchio è il papà e più passaggi servono per produrre un arzillo spermatozoo. Facendo aumentare così le possibilità di introdurre una mutazione e quindi di far evolvere la specie. Chissà come saranno gli uomini e le donne del futuro: più alti, più pesanti, di pelle scura, chiara, o come? Forse il mio vicino di blog Maurizio in Continuo proceso de cambio potrà fare un po’ di luce su questo punto.

Il terzo braccio dell’artista Stelarc (fonte Futuro Prossimo)

C’è, però, chi non ha pazienza e l’evoluzione la vuole fare in fretta. A colpi di tecnologia e di scienza. Questo, in soldoni, è la filosofia transumanista, movimento  “che sostiene l’uso delle scoperte scientifica e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive”. Uomini nuovi, costruiti con l’ingegneria genetica, la nanotecnologia, le interfaccia mente-macchina, le protesi artificiali.

Stelarc, artista e performer australiano, sostiene da anni la seguente tesi: il nostro corpo è obsoleto. Il nostro destino? Trasformarci in esseri a metà strada tra cyborg e zombie. Suo è il terzo braccio, protesi robotica capace di movimento indipendente, attivato da segnali EMG dei muscoli e delle gambe, 290 movimenti del polso, persino un rudimentale senso del tatto.


YouTube Direkt

Nel ‘95, in una web performance il pubblico di Parigi, Helsinki e Amsterdam poteva vedere e manipolare il corpo di Stelarc via computer grazie a un’interfaccia collegata al corpo dell’artista. Ha anche costruito un esoscheletro metallico trasformandosi in un vero uomo-ragno. Perché l’uomo del futuro potrebbe avere anche sei zampe per correre qua e là.

Non che il metallo sia per forza necessario. Anzi, sembra suggerire l’artista, le nostre stesse strutture biologiche possono essere dei nuovi mattoni, per costruire pezzi nuovi. Di recente si è impiantato un extraorecchio nel braccio, utilizzando cellule del suo stesso corpo fatte crescere in laboratorio a cui ha dato forma di padiglione auricolare. Evoluzione futura? Dotare il terzo orecchio di un microfono. Per “sentire” e trasmettere tutto alla Rete, grazie a un collegamento bluetooth. Il filmato qui sotto è in spagnolo, ma è davvero molto comprensibile, anche a chi non padroneggiasse quella lingua. E le immagini parlano da sole. (Avvertenza: solo per stomaci “forti”)


YouTube Direkt

torna su

Ultimi articoli

Post più letti